Nuovo Sistema del Catasto il Governo sta mediando con i partiti politici.

Il Governo sta lavorando per modificare il sistema del catasto.
Le nuove modifiche avranno effetti a partire dal 2026, tuttavia entro il 2023 sarà emanato il decreto che disciplina le nuove regole.
Nonostante le norme catastali siano state modificate diverse volte al momento il sistema di valutazione è fermo al 1939.
Nonostante diverse modifiche abbiano toccato modificato la classificazione degli immobili, come il decreto del 1993 e le deleghe successive, il catasto non ha subito nessuna riforma.
Per far fronte a questo scompenso nel 2005 i comuni hanno agito in autonomia ottenendo un incremento delle rendite catastali di oltre 180 milioni di euro.
Questo immobilismo ha portato a discriminazioni fiscali: spesso fabbricati in periferia sono assoggettati ad un'imposta superiore rispetto a quelli del centro storico.
Vale anche per gli edifici di lusso perché la classificazione si basa solo sulla classe catastale, mentre tutti i criteri che analizzano le caratteristiche tecniche, le strutture accessorie e le rifiniture sono stati aboliti nel 1969. 
La riforma è quindi necessaria soprattutto per consentire ai comuni e all'agenzia delle entrate di classificare gli immobili in modo veritiero e corretto.
Consentirà fortunatamente di identificare oltre un milione di immobili al momento non censiti a discapito di tutti i cittadini Italiani che sono regolari:
  • Edifici abusivi
  • Terreni edificabili che risultano ancora agricoli
  • Unità immobiliari con dimensione diversa rispetto a quella dichiarata
Dal 2026 sarà più semplice condividere dati e documenti tra l'agenzia delle entrate e gli altri enti.
Infine, gli immobili storici e artistici saranno assoggettati ad una riduzione del valore patrimoniale proporzionata ai maggiori investimenti necessari per la manutenzione, comunque non va ad influire sul calcolo dell'imponibile su cui calcolare le imposte o su fini fiscali.
 
La nuova mappatura derivante dalla riforma del catasto non incrementerà la tassazione, a dimostrarlo è il mancato inserimento, nonostante fosse previsto, del valore patrimoniale immobiliare a fianco della rendita catastale.
 
 
 
 
 

 

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